8 MARZO - sciopero globale delle donne

L’8 marzo è una giornata di lotta e in occasione della Giornata internazionale della Donna anche la rete Non Una Di Meno di Bari aderisce alla mobilitazione generale che interesserà altri 40 Paesi del mondo. “L’adesione allo sciopero è la risposta ad una chiamata di lotta femminista che arriva dall’Argentina- ha dichiarato Graziana De Napoli della Rete Non Una Di Meno Bari- “L’8 marzo quindi saremo in connessione con molte piazze pugliesi e italiane ma anche con le donne di tutto il mondo e con tutti quei soggetti che hanno scelto di assumere come priorità la lotta al patriarcato e al neo-liberismo”.

Uno sciopero femminista di 24 ore- indetto ad oggi da numerose sigle sindacali (USI, Slai Cobas per il sindacato di Classe, Cobas, Confederazione dei Comitati di Base, Usb, Sial Cobas, Usi-Ait, Usb, Sgb, Flc Cgil) che riguarderà tutte le attività produttive e riproduttive  in cui le donne sono impegnate ma nelle quali spesso sono anche vittime di discriminazione, sfruttamento e violenza. L’obiettivo è far riflettere sulla necessità di cambiare la società più che sull’inasprire le pene quando si parla di lotta alla violenza maschile sulle donne.


“Noi stiamo seguendo questo percorso già da prima della grande manifestazione del 26 Novembre e questo movimento che si è costituito qui a Bari ha come caratteristica, gioiosa, la presenza di tantissime giovani donne. Questa è una novità che arriva da Paestum, quando nel 2014 c’è stata una grande convocazione delle femministe e dove si è vista una grande partecipazione di giovani donne che hanno parlato alle donne del movimento degli anni’70 come a delle coetanee”- ha dichiarato Rossana Ruscelli di Non Una di Meno in occasione della presentazione delle iniziative organizzate per l’8 marzo- “Da lì è partito questo riprendere parola anche se in realtà le donne non hanno mai smesso di parlare. Più che di silenzio del femminismo c’è stato silenzio sul femminismo”.

Le giovani generazioni quindi ricominciano a parlare e lo fanno ribadendo la necessità di riaffermare la forza di tutte le donne attraverso 8 punti che esprimono il rifiuto della violenza di genere in tutte le sue forme- oppressione, sfruttamento, sessismo, razzismo, omo e transfobia:

l’autonomia femminile come risposta alla violenza;
2. la piena applicazione della Convenzione di Istanbul contro ogni forma di violenza maschile;

3.la libertà di scelta sul proprio corpo e la propria salute;

4. l’autodeterminazione femminile;

5. la libertà di muoversi e di restare, contro ogni frontiera;

6. l’importanza della formazione contro la violenza;

7. la necessità di ridare spazio ai femminismi; 8. il rifiuto dei linguaggi sessisti e misogini.

Due le iniziative organizzate per l’8 marzo a Bari:

la mattina alle 11,30 ci sarà all’Università un’assemblea dedicata all’importanza della formazione e dell’educazione di genere;

nel pomeriggio alle 17,30 partirà da piazza Garibaldi un corteo che attraverserà il quartiere Libertà, scelto come luogo simbolico, perché rappresentativo di una condizione di vita complicata da tensioni sociali e abusi, crogiolo di popoli e di identità. Ma anche simbolo del desiderio di riscatto e di rinascita e da cui si vuol far ripartire la mobilitazione femminista. Il corteo sarà animato da musica e artisti di strada e si concluderà nella piazza del Redentore.