Cavallo razza Conversano





Con la venuta degli Acquaviva d'Aragona a Conversano ed esattamente Giulio Antonio I nel 1456, si sviluppo' una prestigiosa razza dei cavalli Conversano. Le terre dei conti erano adatte agli allevamenti e allo sviluppo dei cavalli, dovuto alle condizioni favorevoli di aree collinose, e molto probabilmente nelle zone di Alberobello, Noci e ai confini di Martina Franca, erano allevati i cavalli e non nella prossimità di Conversano. Alcuni cenni li ritroviamo su alcune masserie, nei libri intitolati Umanesimo della Pietra: La masseria Bonelli di Noci, citata da Nicola Bauer Umanesimo 79, che risale al 1636, sulla pietra dell'arco del portale era inciso: "Per oridine di GianGirolamo Acquaviva d'Aragona, ottavo conte di Conversano, 1636". Il conte era il Guercio delle Puglie e la pietra riportava anche lo stemma dei Conti di Conversano. Un'altra si presumeva era "La cavalerizza", fra le strade di Alberobello, Monopoli, Fasano. Sul libro Umanesimo della Pietra, c'è scritto che era la più nota masseria dove si allevavano cavalli del Regno di Napoli, le Razze del Re di Napoli, già nella metà del 1400 vi alloggiavano 250 cavalli, questo è documentato in una relazione del governatore di Monopoli nell'agosto del 1500. Lo scrittore Alfonso Basile nell'Umanesimo della Pietra, "Evoluzione del cavallo murgese", attribuisce la cavallerizza ai Conti di Conversano. Uno dei motivi che, con i Duchi di Martina, vi era una continua disputa di territori era dovuta principalmente agli allevamenti dei cavalli. Nel regno di Napoli all'epoca, si era sviluppata una cultura di allevamento di cavalli dell'arte di cavalcare, uno dei motivi principali era per motivi bellici, la cavalleria era il pregio di un esercito. I baroni del Regno di Napoli si dettero al commercio dei cavalli e questo per alcuni era la loro principale risorsa di guadagno.
Verso la fine del 1400 i Conti di Conversano divennero in breve tempo non solo gli allevatori più famosi conosciuti del regno, ma anche i migliori istruttori di cavalli, per l'arte bellica e per il trasporto; infatti il conte Andrea Matteo scrisse già un libro sull'arte del cavalcare. Nel libro Umanesimo della Pietra, c'è scritto che già verso la fine del 1400, Andrea Matteo di Acquaviva era un esperto di allevamento, incrociava cavalli Andalusi ed Arabi per rendere la razza più agile, inoltre era un esperto dell'arte del cavalcare, il vicerè Juan de Zuniga conte di Miranda scelse il conte di Conversano al famoso Pignatelli fondatore della famosa accademia di Napoli, questo è citato dallo scrittore Sirago nel suo libro " il feudo Acquaviviano in Puglia" (1575-1665). Il conte Andrea Matteo scrisse un libro De Equo sull'arte del cavalcare, prima ancora che Federico Grisone scrisse nel 1550 il suo libro "Gli oridini di Cavalcare", Grisone lavorava con Giovanni Pignatelli fondatore dell'Accademia per l'Equitazione a Napoli, come citato da Gerge Kluger sul libro "Lipizzaner". Nel periodo che seguì, tutti i reggenti del regno di Napoli, si rivolgevano ai Conti di Conversano per difendere i territori del regno, in quanto non solo erano esperti di cavalli, ma anche perchè avevano nel loro allevamento un numero consistente di cavalli, il Guercio delle Puglie mise a disposizione 300 cavalli per il re di Napoli. Nel 1580 l'arciduca d'Austria Carlo II fondò il famoso allevamento presso Trieste, Lipizza, dove trasferì dei cavalli e fra questi favorì in particolare quelli provenienti dal regno di Napoli, qui si presume che sia Conversano. Il libro della storia dei Lipizzani cita che i Lipizzani effettivamente anche se ufficialmente nacquero nel 1767 esistevano già dall'inizio 1500.


Nella metà del 1700 fu Maria Teresa d'Austria che li chiamò ufficialmete Lipizzani. Il capostitite dei Lipizzani, è il cavallo razza Conversano, un cavallo di manto scuro. Nella storia del cavallo Lipizzano, come cita la Federazione Internazionale dei Lipizzani, dice che il cavallo Conversano nato nel 1767 (di manto scuro), è quello che introdusse il nero nei cavalli esclusivamente grigi. Dal Lipizzano Conversano derivano le altre famiglie lipizzane, come il Neapolitano e cosi via. Inoltre si pensa che il Maestoso, nato nel 1819 in Ungheria nell'allevamento di Mezohegyes, sia discendente diretto del Conversano, si pensa che un certo conte di Pallavicini trasferì questi cavalli in Ungheria. Mi è stato detto che tutt'oggi in Ungheria ci siano dei cavalli con il manto nero.Ritornando sul cavallo Conversano è quasi sicuro che sia anche il capostitite dei cavalli Murgesi.Nei libri storici dei Lipizzani Conversano, il merito per l'allevamento di questi cavalli è dato al conte di Kaunitz, e si riferisce che il conte Kaunitz avesse un allevamento nel Regno di Napoli, ma io ho contestato ciò sia con Vienna, che con la federazione, in quanto Kaunitz è venuto a Napoli nel 1768, accompagnava Carolina, figlia di Maria Teresa a sposare il Re di Napoli. Il Conversano è nato il 1767 e in più il mio punto è che l'incrocio del cavallo non poteva avvenire in pochi anni.
In coincidenza il Conte di Conversano Giulio Antonio III era stato educato da un barone austriaco Wallenzelz, come cita il Di Tarsia nel suo libro, inoltre il conte si recò a Vienna e fu conferito con la nomina di cavaliere del Toson d'Oro, conferimento che aveva anche il conteKaunitz.Io penso che fu il conte Giangirolamo IV conte dal 1746 al 1777, afflitto da debiti che vendette il cavallo Conversano e Policastro al conte Kaunitz. Ricordate il cavallo Lipizzano Conversano naque nel 1767. Il conte che susseguì a Giangirolamo IV, Giulio Antonio IV, ridette prestigio ai Cavalli Conversano, come cita anche Pietro Gioia nel suo libro su Noci.Un altro punto di coincidenza è che nel libro storico dei Lipizzani, si cita che nel 1856 l'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe inviò una delegazione nel regno di Napoli ad acquistare 16 cavalli pregiati, questo potrebbe di nuovo riferirsi ai Conti di Conversano, infatti Francavilla cita che il 1848 il conte Girolamo V vende tutti i suoi cavalli a Francesco Giuseppe.