Monumenti

Il Castello (XI-XVIII sec.): il nucleo primitivo, costituito dalla torre maestra, fu edificato dal primo conte di Conversano Goffredo Altavilla detto il Normanno. Egli poggiò la fortezza su solidi ruderi di mura megalitiche apule del VI sec. a.C.. Il Castello andò crescendo su se stesso fino al XVIII sec., quando era ormai diventato sfarzosa dimora dei conti Acquaviva d’Aragona. E’ uno dei fortilizi più articolati e meglio costruiti di Puglia, con ben cinque torri di diversa tipologia e utilizzo.


La Cattedrale (XI-XIV sec.): Iniziata alla fine dell’XI secolo, fu terminata nel XIV secolo per
merito del vescovo Pietro D’Itri. In belle forme romaniche con influssi gotici, l’edificio presenta uno splendido portale riccamente scolpito, tre ampie navate e un suggestivo matroneo. Di notevole interesse il trecentesco affresco absidale della scuola di Simone Martini nella navata sinistra, l’icona bizantina della Madonna della Fonte, protettrice di Conversano, una luminosa tavola rinascimentale che raffigura il Cristo Risorto. La Cattedrale subì un devastante incendio nel 1911 che, tuttavia, non ne turbò la fisionomia originale.


Chiesa e Monastero di San Benedetto (XI – XVII sec.): Edificata su di una cripta paleocristiana tuttora visitabile, presenta una notevole architettura romanica arricchita , specie all’interno, da decorazioni barocche di gusto equilibrato. Per circa sei secoli l’annesso monastero, detto il “Monstrum Apuliae”, è stato sede delle famose badesse Mitrate, il cui potere era equiparato e a volte superiore a quello vescovile. Di grande suggestione il nobile interno; pregevoli il campanile normanno, quello barocco e l’artistico chiostro romanico con capitelli a stampella e raffigurazioni allegoriche. Delle numerose tele, la più interessante è la pala dell’altare maggiore, raffigurante S. Benedetto e S. Biagio a colloquio divino . E’ considerata il capolavoro di Paolo Finoglio per i suoi panneggi, giochi di luce e per la spiritualità dei volti.

Chiesa dei Santi Medici Cosma e Damiano (XVII sec.):
Fatta edificare nel 1639 sul luogo di un monastero femminile e di una chiesa romanica dal conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, rappresenta il più cospicuo esempio del barocco napoletano in Puglia. Da ammirare lo straordinario soffitto affrescato e riccamente decorato, le diverse tele del pittore napoletano Paolo Finoglio, uno dei più talentuosi epigoni del Caravaggio. Dal 1912 il tempio è affidato alle cure delle Suore Crocifisse Adoratrici. Grazie al culto di Santa Rita, per la cui canonizzazione fu decisivo un miracolo avvenuto a Conversano, la Chiesa è gemellata con quella di Cascia ed è assurta al rango di Santuario.



Chiesa e convento di S. Chiara: All'interno delle mura che circondavano le pertinenze di S. Benedetto e per concessione di quel monastero, sorse a fine '600 il complesso di S. Chiara, ristrutturando le aree già occupate dalla antiche chiesette di S. Bartolomeo e dell'Ospedale di S. Giovanni evangelista.  La chiesa, dalla semplice facciata in cui si inserisce il portale rettangolare, presenta all'interno lo schema ad aula unica. Sui lati si aprono cappelle distinte da pilastri nelle quali sono sistemati altari con tele sette- ottocentesche. Al di sopra di queste cappelle corre un coro- matroneo, cui accedevano le suore di clausura. Settecentesco è l'altare maggiore, a grandi colonne che sostengono la trabeazione su cui poggia un Crocifisso. Gli ambienti monastici, a parte la muratura esterna in cui si inserisce una nicchia per accogliere la statua della Santa, non sono più leggibili nel loro insieme. Dopo i recenti restauri, solo qualche traccia manifesta all'interno elementi architettonici di un certo interesse e relativi al chiostro, a facciate in pietra a vista, ad aperture sormontate da archi rialzati. Dal 17 marzo 2016 la Chiesa è stata riaperta dopo un importante intervento di restauro; la duttilità della struttura accoglie il nascente museo diocesano e gli ambienti annessi ospitano convegni e mostre.


Chiesa del Carmine (XVII sec.): Fu edificata nel 1652 per volontà della contessa di Conversano, Isabella Filomarino, moglie del Guercio, come si legge sulla sobria facciata principale. L’ampio interno si presenta in forme barocche smaglianti e scenografiche: è a navata unica con volta a botte lunettata ed ha quattro cappelle per lato, comunicanti tra loro, con altari e tele di pregevole fattura. Il monumentale altare maggiore, che occupa in tutta la sua larghezza la navata, è uno di più fastosi dell’architettura sacra di Puglia.



Chiesa di Santa Caterina (XIV-XV)( ad un chilometro dal centro abitato,
appena superati i famosi pozzi di Terra rossa): La Cappella rurale dedicata a Santa Caterina d’Alessandria è una delle Chiese pugliesi più studiate ed enigmatiche. Costruita probabilmente nel XIV-XV sec. è in stile romanico - gotico con influenze orientali, di committenza ricca, era destinata a mausoleo -sacrario degli Acquaviva. Di particolare interesse è la pianta quadrilobata (quattro absidi semicircolari che si intersecano sui lati di un quadrato) che si nota in pochissimi esempi di architettura a carattere religioso in Italia.


Santa Maria dell’Isola (XV – XVI sec.): situata ad un miglio circa dal centro abitato sulla strada provinciale Conversano-Rutigliano, fu edificata a seguito dell’apparizione della Madonna ad una fanciulla conversanese nel 1450. Successivamente, nel 1462, Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona fece innalzare una Chiesa ed un Convento (abitato dai Padri Minori Osservanti, detti Zoccolanti) su una cripta naturale . La Chiesa, un interessante palinsesto dalle forme gotiche, propone il tema delle cupole in asse che già si trova nel Monastero di San Benedetto. Nella parete absidale della navata lunga si custodisce un grandioso mausoleo in onore del suo fondatore: Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona.



Castiglione (a 5 km da Conversano, deviando per Castellana Grotte sulla strada provinciale che conduce a Putignano): la torre di Castiglione, costruita su una collina alta 269 metri, sovrasta sparuti ruderi di un villaggio medievale. Studi topografici e scavi, condotti nel 1958 dalla Soprintendenza Archeologica di Bari, hanno scoperto che agricoltori-allevatori dell’età del bronzo (XIV sec. a. C.) avrebbero fondato un villaggio capannicolo. Durante gli scavi sono venute alla luce numerose tombe; i relativi corredi funerari, ricchi di ceramiche databili tra il VI e IV sec. a. C., sono custoditi presso il Museo Civico di Conversano. A questa epoca sono da riferire alcuni tratti basali della struttura muraria megalitica. Gli ultimi scavi hanno consentito il recupero di materiale risalente al XIII secolo. Tra la fine del XIII e XV secolo, il villaggio registrava il suo massimo sviluppo: infatti, proprio in questo periodo venivano costruiti il nuovo muro di cinta e la torre difensiva. Castiglione continuò a vivere fino agli ultimi anni del XV secolo. Sulla sua improvvisa fine gli studiosi hanno avanzato diverse ipotesi, ma nessuna di esse ha avuto finora una certezza storica.




Marchione (XVIII sec. circa): un originale costruzione settecentesca situata a circa 7 km sulla strada provinciale Conversano-Putignano. Non si tratta di un castello ma di un casino di caccia dei conti Acquaviva d’Aragona. Nel ‘700 il grandioso edificio era circondato da 1260 etteri di bosco di querce; attualmente la proprietà ha un’estensione di circa 23 ettari, per la maggior parte coltivati a mandorleti e ciliegeti. L’edificio, che presenta perfetta simmetria sia lungo l’asse longitudinale che trasversale, si sviluppa su tre piani:il piano terra, l’ammezzato con quattro torrioni cilindrici, e il piano superiore o “piano nobile” di epoca barocca-neoclassica. Internamente vi è un’ampia sala di rappresentanza: sul soffitto ligneo è raffigurato lo stemma dei conti Acquaviva d’Aragona e sulle pareti si possono ammirare medaglioni raffiguranti personaggi della famiglia aragonese e gli alberi genealogici degli Acquaviva e degli Enriquez (casa reale di Castiglia estintasi nella casa Filomarino).
Il principe Fabio Tomacelli Filomarino, ultimo discendente degli Acquaviva d’Aragona (1920-2003), ha dedicato costanti cure alla salvaguardia e valorizzazione della nobile dimora. Marchione è un monumento unico nel suo genere nelle campagne pugliesi per il gusto e lo stile architettonico.




Montepaolo (XVI sec.): Dimora di caccia del XVI° sec. dei Conti Acquaviva D’Aragona acquistata nel 1857 dal giudice Cataldo Ramunni, antenato dell’attuale proprietaria: la Sig.ra Ninì Bassi Metta. La casa, a 3 Km da Conversano, “Città d’arte”, è situata su un poggio che domina uno dei “Laghi” del territorio cittadino, in realtà una dolina carsica. Sul davanti, un’ampia corte con piante fiorite racchiusa da un muro a secco. Sul fianco, la chiesetta rurale con affreschi datati 1642 è una delle cinque chiese rupestri meglio conservate (Archivio storico del comune di Conversano) e probabile eremo di S. Antonio da Padova. Nella campagna circostante ricca di mandorli, ulivi, ciliegi e fichi d’India è piacevole fare passeggiate a piedi o in bicicletta. A 200 metri dalla struttura principale, oltre il boschetto di macchia mediterranea, si eleva la “Torre del Brigante” del XIV° secolo, riconosciuta come bene di interesse storico architettonico dalla Sovrintendenza ai beni Artistici e Culturali. All’interno della corte, lungo il muro a secco che la recinge, si trova la colombaia che veniva utilizzata per l’addestramento dei piccioni viaggiatori. Tutta in pietra locale la costruzione conserva intatto il fascino medioevale e ne rappresenta una rara testimonianza in Puglia. Situata anch’essa su una collinetta domina un panorama mozzafiato: un vero parco naturale con macchia mediterranea protetto dal WWF.


Pinacoteca Paolo Domenico Finoglio: La Pinacoteca Comunale di Conversano è collocata nel Castello, un tempo dimora dei Conti Acquaviva d'Aragona. In particolare essa è situata nei locali dell'Antica Galleria dei conti Acquaviva, realizzati tra la fine del '400 e l'inizio del '500 e restaurati nel dicembre 1999. Il restauro ha permesso sia una efficace lettura dello spazio architettonico nelle sue originarie caratteristiche sia il recupero delle interessanti sculture inserite nella muratura al di sotto degli archi lunati. Le belle mensole scolpite, cronologicamente riferibili ai primi decenni del Cinquecento, documentano un gusto tipicamente classicheggiante e richiamano l'apparato decorativo dei codici miniati del conte Andrea Matteo Acquaviva (1481-1528). La Pinacoteca accoglie le dieci famose e maestose tele che raffigurano episodi della "Gerusalemme Liberata" di Torquato Tasso (1544-1595). Il ciclo pittorico fu commissionato dal Conte Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona e da sua moglie Isabella Filomarino, al fine di esaltare l'eroismo del conte e il prestigio della contea, e fu realizzato tra il 1640 ed il 1643 da Paolo Finoglio.

Pinacoteca Francesco Netti: La Pinacoteca Netti è collocata al secondo piano del Castello. Pittore e scrittore d'arte (Santeramo in Colle, Bari, 1832 - Napoli 1894). Sensibile all'influenza di F. Palizzi e di D. Morelli, soggiornò a Roma (1859-65) e a Parigi (1868-70), per poi stabilirsi a Napoli, dove coltivò soprattutto la pittura di genere e di argomento storico. Fu critico d'arte brillante e polemico: Per l'arte in Italia (post., 1895). La collezione esposta nelle sale del castello è una donazione della famiglia Accolti Gil Vitale.

Sez. Archeologica: la sezione archeologica del museo, ubicata nel monastero di S. Benedetto, ospita numerosi reperti recuperati nel territorio del sud-est barese. I materiali più antichi consistono in strumenti litici del Paleolitico medio e superiore, provenienti da alcune grotte di Conversano e Monopoli. Le culture neolitiche provengono da insediamenti del VI - III secolo a.C. dei territori di Rutigliano, Polignano, Monopoli. Interessanti sono i reperti ceramici di cultura Serra d'Alto. Per le età dei metalli, dall'Eneolitico all'età del Bronzo e del Ferro, i rinvenimenti sono stati localizzati in tutta l'area del sud-est barese. Gli stanziamenti di età arcaica e di piena età storica sono documentati da materiali japigi e peucezi (secc. IX - VI a.C.), cui si accompagnano materiali di importazione greca e coloniale. Ricca è la documentazione archeologica relativa all'abitato indigeno prelatino, Norba - "La Forte". Il periodo meglio rappresentato e' quello ellenistico, evidenziato da pregevole vasellame del IV sec. a.C.


I laghi: depressioni carsiche formatesi ai piedi di piccole alture che a causa della piogge si trasformano in laghetti. In epoca preromana, in questi invasi naturali, furono costruite una serie di cisterne utili a conservare le acque anche d’estate. Nelle vicinanze di questi laghetti si svilupparono degli insediamenti di cui, ancora oggi, si possono ammirare i resti. All’inizio dell’ottocento tutti i laghi, anche quelli privati, passarono al demanio comunale Da segnalare, inoltre, che i laghi sono l’habitat naturale di una specie di rospo in via d’estinzione: “il rospo smeraldino”.

L'area si presenta come un'alternanza di aree boschive e pascoli, seminativi e oliveti. Il territorio spicca per i fenomeni carsici di superficie e per il paesaggio rurale in pietra a secco con muretti, casedde, specchie.

Il quadro naturalistico è arricchito dalla gravina di Monsignore, incisione carsica che si estende dai livelli più alti più alte della Murgia di sud-est fino alla costa. Di particolare interesse la presenza di aree archeologiche situate in aree limitrofe ad alcuni laghi, come Torre di Castiglione e Agnano. 
La zona con le antiche cisterne, i monumenti vegetali, i reperti archeologici e l’architettura rurale, consente di percorrere un itinerario unico per immergersi nella natura e nei paesaggi di questa parte delle Murge.



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