Una rilettura di Molière
La stagione «Teatro Studio» della Compagnia Diaghilev si apre con «L’avaro, partitura per tre attori», rilettura del capolavoro di Molière curata dal regista Rosario Sparno. Al centro dello spettacolo c’è Arpagone, personaggio dominato dall’ossessione per il denaro e incapace di sottrarsi alla propria solitudine.
La partitura scenica coinvolge Francesco Lamacchia, Paolo Panaro, Doriana Costanzo e Andrea Simonetti. I due interpreti principali si alterneranno nel ruolo del protagonista. La comicità della vicenda mette a nudo una società regolata dall’interesse economico, dall’autorità paterna e dalle convenzioni matrimoniali.
Un classico ancora attuale
Attraverso il ritmo della commedia e una rilettura contemporanea, lo spettacolo mostra il volto più amaro di un testo ancora capace di parlare al presente, indagando le ossessioni che isolano l’individuo e ne deformano il rapporto con gli altri.
La stagione teatrale
La Compagnia Diaghilev inaugura la stagione 2026/2027 «Teatro Studio» con un percorso dedicato ai grandi classici del teatro europeo. Gli spettacoli saranno ospitati a Bari tra Santa Teresa dei Maschi e l’Auditorium Vallisa.
Da Molière a Čechov, passando per Ibsen, Pirandello, Gogol’ e Strindberg, il cartellone esplora i conflitti tra individuo e società, le convenzioni familiari e morali, le maschere sociali e il rapporto tra desideri personali e aspettative collettive.
Il programma
La stagione si apre con «L’avaro, partitura per tre attori», rilettura del testo di Molière curata da Rosario Sparno. Seguono «Spettri» di Henrik Ibsen, «La cosa più naturale», liberamente ispirato a Pirandello, «Il naso» di Nikolaj Gogol’, «La danza macabra» di August Strindberg, «Il giuoco delle parti» di Luigi Pirandello e «Zio Vanja» di Anton Čechov.
Il progetto conferma la ricerca della Compagnia Diaghilev, attiva da quarant’anni, attraverso grandi classici e riletture contemporanee. In scena, tra gli altri, Paolo Panaro, Francesco Lamacchia, Roberto Petruzzelli e Andrea Simonetti, affiancati da registi, scenografi e interpreti di riconosciuta esperienza.
La stagione «Teatro Studio» della Compagnia Diaghilev si apre con «L’avaro, partitura per tre attori», rilettura del capolavoro di Molière curata dal regista Rosario Sparno. Al centro dello spettacolo c’è Arpagone, personaggio dominato dall’ossessione per il denaro e incapace di sottrarsi alla propria solitudine.
La partitura scenica coinvolge Francesco Lamacchia, Paolo Panaro, Doriana Costanzo e Andrea Simonetti. I due interpreti principali si alterneranno nel ruolo del protagonista. La comicità della vicenda mette a nudo una società regolata dall’interesse economico, dall’autorità paterna e dalle convenzioni matrimoniali.
Un classico ancora attuale
Attraverso il ritmo della commedia e una rilettura contemporanea, lo spettacolo mostra il volto più amaro di un testo ancora capace di parlare al presente, indagando le ossessioni che isolano l’individuo e ne deformano il rapporto con gli altri.
La stagione teatrale
La Compagnia Diaghilev inaugura la stagione 2026/2027 «Teatro Studio» con un percorso dedicato ai grandi classici del teatro europeo. Gli spettacoli saranno ospitati a Bari tra Santa Teresa dei Maschi e l’Auditorium Vallisa.
Da Molière a Čechov, passando per Ibsen, Pirandello, Gogol’ e Strindberg, il cartellone esplora i conflitti tra individuo e società, le convenzioni familiari e morali, le maschere sociali e il rapporto tra desideri personali e aspettative collettive.
Il programma
La stagione si apre con «L’avaro, partitura per tre attori», rilettura del testo di Molière curata da Rosario Sparno. Seguono «Spettri» di Henrik Ibsen, «La cosa più naturale», liberamente ispirato a Pirandello, «Il naso» di Nikolaj Gogol’, «La danza macabra» di August Strindberg, «Il giuoco delle parti» di Luigi Pirandello e «Zio Vanja» di Anton Čechov.
Il progetto conferma la ricerca della Compagnia Diaghilev, attiva da quarant’anni, attraverso grandi classici e riletture contemporanee. In scena, tra gli altri, Paolo Panaro, Francesco Lamacchia, Roberto Petruzzelli e Andrea Simonetti, affiancati da registi, scenografi e interpreti di riconosciuta esperienza.
da venerdì 16 Ottobre a domenica 8 novembre 2026 |
