INCONTRO CON LA STORIA, Le ultime 28 pergamene di Chicago consegnate all'Archivio Diocesano di Conversano, venerdì 16 giugno alle 18.30 presso il Monastero S. Benedetto



La “Città delle donne” continua a proporre ricerche e scoperte culturali e archivistiche. Sono già numerosi gli inediti riprodotti ed esposti nella mostra documentaria in S. Benedetto di Conversano, intitolata Itinerario storico-letterario per il 750° dell’insediamento nel 1266 di Dameta, prima badessa che con prerogative vescovili e giurisdizione su Castellana inaugura la secolare serie conclusasi nel 1810 per la perentoria e imperiosa volontà di Gioacchino Murat, mostra che prosegue fino al 31 luglio prossimo. Ora è la volta di un reperto di assoluto valore documentario che arricchisce in modo straordinario il patrimonio culturale cittadino.
Si tratta di una piccola pergamena tra quelle rinvenute e riportate da Chicago dal Comando Carabinieri Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Bari in collaborazione con l’FBI americana, il cui primo lotto di 40 pergamene è stato consegnato all’Archivio Diocesano di Conversano il 3 aprile 2012, seguito poi da un secondo di altre 83 pergamene e infine il 24 maggio scorso sono state consegnate le ultime altre 28 dall’ufficiale Alessandro Zitoli dello stesso Nucleo Tutela, prelevandole dalla Soprintendenza Archivistica di Bari dove erano rimaste parcheggiate fin dal loro arrivo in Italia.
Il testo è molto breve, quasi quasi telegrafico (a proposito, esiste ancora il telegramma?): è una breve lettera in volgare quattrocentesco di Maria d’Enghien diretta a Nicola Domininardi (domini Nardi), capitano della città di Taranto, lo diremmo un biglietto di accompagnamento.
Maria d’Enghien, “regina d’Ungheria, di Gerusalemme e di Sicilia” per aver sposato, dopo la morte di suo marito Raimondello Orsini del Balzo, Ladislao, re di Napoli dal 10 luglio 1400 al 3 agosto 1414, data della sua morte, è contessa d Lecce e di Conversano nel 1434. Di lei il nostro Archivio conserva tre lettere: due del 1422 dirette alla badessa di S. Benedetto e la terza del 1433 al notaio Nicola di Terlizzi in favore dello stesso monastero; tutte e tre sono state pubblicate da Rosa Anna Greco dell’Università di Lecce una prima volta nel 2001 in Wenn Ränder Mitte werden <Se i margini diventano centro> e succintamente nel 2014 ne Il castello di Carlo V, tracce, memorie, protagonisti.
Su Nicola Domininardi attingiamo con qualche riserva le notizie scritte nel 1643 da Ottavio Tarsia, fratello dello storico Paolo Antonio, in un lungo attergato della pergamena del 10 febbraio 1376 in cui viene assegnata la dote a Ricca per il suo matrimonio con Tommaso Scudose di Sanseverino. Figlia di Guidotto Salomone e Vella di notar Cambio e sorella di Antonio, divenuto vescovo di Conversano nel 1423, Ricca sposa in seconde nozze il nobile soldato Domininardi di Gravina, da cui discendono il nostro Nicola, che “fu caro a Giovanni Antonio Orsini del Balzo, principe di Taranto e a sua madre la regina Giovanna”, e Merlino (+ Nola 1426). Dal matrimonio di Nicola con Ruccia Abadone nascono don Giacomo, don Cristoforo e don Baldassarre, che fu il primo rettore e beneficiario della chiesa di S. Croce in via Bari fondata nel 1370. Da Deadania, nipote di Merlino, e da Scalambrino Tarsia nasce Nicola, dottore in utroque, al quale passa il beneficio di S. Antonio abate fondato dal vescovo Antonio nel 1431 e nel 1643 è posseduto da Ottavio e Paolo Antonio Tarsia.
Nella nostra pergamena la regina Maria vuol far pervenire delle lettere in Altamura al principe suo figlio <Giovanni Antonio Orsini del Balzo>; perciò prega Nicola, capitano di Taranto, di avvalersi di un bravo ed esperto corriere del percorso (cavallaro bono et experto de tracta), e gli raccomanda che costui attenda di ricevere la risposta e la riporti; poi una volta giunto, la consegni subito ad Antonello, latore della presente, e senza indugio (incontinente) gliela faccia pervenire (ni li degi mandare), trattandosi di un affare molto importante.
L’originale pergamenaceo, riportato anche in Historiarum Cupersanensium libri tres di Paolo Antonio Tarsia (1649, p. 61), reca la data topica di Lecce e parzialmente quella cronica: 11 giugno, settima indizione, ed è proprio quest’ultima che ce la fa datare al 1444. Vi è anche allegata una tarda trascrizione su foglio filigranato che appare secentesco, e il cui frequente uso di consultazione e/o la cattiva conservazione ha comportato il necessario risarcimento coevo sul verso con numerose pecette cartacee.
Tutte le ultime 28 pergamene consegnate il 24 maggio verranno illustrate anche con l’uso di slides dalla dottoressa Carla Palma della Soprintendenza Archivistica per la Puglia il prossimo 16 giugno alle ore 18.30 nella sala al 1° piano del monastero di S. Benedetto di Conversano.
Angelo Fanelli.